100m riscaldamento
16 x 50m con molte pause misti
100m defaticamento
| Trattamento per settimana | |||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 6 | 10 |
| incremento | |||||
| 40% | 45% | 65% | 80% | 100% | 100% |
| Procedimento | Tipo di allenamento | Variazione della F.C. | Rapporto Resis./Vel. | |
| 800 SCIOLTI | Overdistance | 130 | Resistenza 95% | Velocità 5% |
| 16 x 100 p. k. 10’’ | Interval Training | 130-170 | Resistenza 80% | Velocità 20% |
| 1000 gambe | Overdistance | 130 | Resistenza 90% | Velocità 10% |
| 5 x 200 br. 15’’ indiv. | Interval Training IPOX | 130-170 | Resistenza 80% | Velocità 20% |
| 8 x 100 c. 25 1 ppp. – 1 fff. | Speed Play | 120-170 | Resistenza 85% | Velocità 15% |
Il delfino nasce negli anni 50 da una costola della rana, la farfalla. Infatti, a tutto il quadriennio olimpico 2000 era consentita la nuotata a farfalla, che dice come siano consentito movimenti simultanei delle gambe sul piano verticale ma pure verticale. In soldoni, era prevista la gambata a delfino e a rana: oggi l'unica nuotata permessa a livello agonistico è quella delfino, ma per motivi storici e nostalgici il nome della specialità è rimasto farfalla.
Nuotata caratteristica e molto sinuosa, si attua mediante movimento simmetrici e simultanei di braccia e gambe, oer questo fa parte degli stili simmetrici come la rana.
Il movimento di braccia inizia con l'ingresso della braccia, distese in avanti e non piegate, con le mani che entrano alla larghezza delle spalle. Dopo la fase che veniva chiamata presa (molto ridotta in questo stile rispetto allo stile libero), in cui il nuotatore inizia a attaccare il fluido e crecare l'appoggio, si ha la trazione che termina quando le braccia si trovano sotto il corpo. La fase di trazione prevede che le mani disegnino una curva simmetrica più o meno larga a seconda della forza del nuotatore.
Al termine della presa si ha la spinta, così definita perchè le braccia si distendono sui gomiti. E' questo il momento meno propulsivo della bracciata vera e propria, poichè sono coinvolti i muscoli meno potenti (tricipite in larga misura).La spinta termina all'esterno dell'acqua, dove si ha il recupero, che avviene in modo simultaneo anche se le braccia possono non essere allo stesso livello, e possono essere piegate o distese, ma devono essere rilassate per consentire il riposo dell'arto che non è impegnato.
La gambata riveste nel delfino un'importanza fondamentale. Per ogni ciclo di bracciata suddetto si inseriscono uno o due colpi di gambe, anche se oggi quasi tutti tendono a farne due. Ci concentreremo perciò su questa metodica.
Il primo colpo si effettua quando la bracciata inizia, cioè nella massima distensione del corpo. Questa è detta propulsiva, perchè avviene col corpo nellla miglior posizione atta all'avanzamento. Il secondo colpo, o stabilizzatore, viene inserito verso il temrine del ciclo di bracciata, generalemente prima che le braccia fuoriescano dall'acqua. Non trovandosi qui in posizione ottimale per avanzare, ottimizzano il movimento del bacino consentendo la fuoriuscita dello stesso dalla superficie ed evitandone l'affondamento eccessivo.
La respirazione risulta difficoltosa perche' la fuoriuscuta del capo e' quella che comporta l'affondamento del bacino: si esegue in posizione frontale, facendo emergere il capo quanto basta per l'inspirazione. C'e' chi preferisce la respirazione laterale per limitare l'affondamento. In ogni caso si dice che il movimento del capo anticipa due volte: la testa esce prima della braccia e viene immersa prima che queste entrino. La respirazione si puo' effettuare ogni ciclo di bracciata (come generalmente avviene nelle distanze piu' lunghe) o saltando un ciclo.
La sincronia dello stile ne fa garanzia di spettacolo sia per chi lo esegue che per chi lo osserva: difatti è considerato lo stile più "televisivo".