Stile a delfino
Il delfino nasce negli anni 50 da una costola della rana, la
farfalla. Infatti, a tutto il quadriennio olimpico 2000 era consentita
la nuotata a farfalla, che dice come siano consentito movimenti
simultanei delle gambe sul piano verticale ma pure verticale. In
soldoni, era prevista la gambata a delfino e a rana: oggi l'unica
nuotata permessa a livello agonistico è quella delfino, ma per motivi
storici e nostalgici il nome della specialità è rimasto farfalla.
Nuotata caratteristica e molto sinuosa, si attua mediante movimento
simmetrici e simultanei di braccia e gambe, oer questo fa parte degli
stili simmetrici come la rana.
Il movimento di braccia inizia con l'ingresso della braccia, distese in
avanti e non piegate, con le mani che entrano alla larghezza delle
spalle. Dopo la fase che veniva chiamata presa (molto ridotta in
questo stile rispetto allo stile libero), in cui il nuotatore inizia a
attaccare il fluido e crecare l'appoggio, si ha la trazione che
termina quando le braccia si trovano sotto il corpo. La fase di trazione
prevede che le mani disegnino una curva simmetrica più o meno larga a
seconda della forza del nuotatore.
Al termine della presa si ha la spinta, così definita perchè le
braccia si distendono sui gomiti. E' questo il momento meno propulsivo
della bracciata vera e propria, poichè sono coinvolti i muscoli meno
potenti (tricipite in larga misura).La spinta termina all'esterno
dell'acqua, dove si ha il recupero, che avviene in modo
simultaneo anche se le braccia possono non essere allo stesso livello, e
possono essere piegate o distese, ma devono essere rilassate per
consentire il riposo dell'arto che non è impegnato.
La gambata riveste nel delfino un'importanza fondamentale. Per
ogni ciclo di bracciata suddetto si inseriscono uno o due colpi di
gambe, anche se oggi quasi tutti tendono a farne due. Ci concentreremo
perciò su questa metodica.
Il primo colpo si effettua quando la bracciata inizia, cioè nella
massima distensione del corpo. Questa è detta propulsiva, perchè
avviene col corpo nellla miglior posizione atta all'avanzamento. Il
secondo colpo, o stabilizzatore, viene inserito verso il temrine del
ciclo di bracciata, generalemente prima che le braccia fuoriescano
dall'acqua. Non trovandosi qui in posizione ottimale per avanzare,
ottimizzano il movimento del bacino consentendo la fuoriuscita dello
stesso dalla superficie ed evitandone l'affondamento eccessivo.
La respirazione risulta difficoltosa perche' la fuoriuscuta del capo e'
quella che comporta l'affondamento del bacino: si esegue in posizione
frontale, facendo emergere il capo quanto basta per l'inspirazione. C'e'
chi preferisce la respirazione laterale per limitare l'affondamento. In
ogni caso si dice che il movimento del capo anticipa due volte: la
testa esce prima della braccia e viene immersa prima che queste entrino.
La respirazione si puo' effettuare ogni ciclo di bracciata (come
generalmente avviene nelle distanze piu' lunghe) o saltando un ciclo.
La sincronia dello stile ne fa garanzia di spettacolo sia per chi lo
esegue che per chi lo osserva: difatti è considerato lo stile più
"televisivo".