Stile a rana

La rana nasce ancor prima che il nuoto agonistico. Tutti in realtà nell'antichità nuotavano (chi era in grado) una specie di rana, se non altro perchè era l'unica cosa che vedevano fare.
Uno stile difficile, perchè il più lento e il meno efficace dal punto di vista della velocità, eppure così bello a vedersi se nuotato bene.

La bracciata a rana si effettua per fuori basso nella fase di trazione, dopodichè si porta verso l'interno e le mani si chiudono verso il busto all'incirca sotto il mento. E' vietato portare le mani dietro la linea delle spalle e i gomiti fuori dall'acqua. Il recupero avviene lungo la superficie o appena al difuori di essa. Le mani si portano in avanti naturalmente distese, in maniera libera.

La gambata è molto diversa dagli altri stili, avviene sul piano orizzontale (rispetto all'acqua). Da distese le gambe vengono raccolte, la gamba sulla coscia e la coscia sul bacino, e i piedi portati all'esterno (extrarotati) e posti a martello (flesione dorsale). La spinta avviene eseguendo una specie di semicerchio col piede, mantenendo il ginocchio come compasso. La spinta è con la parte interna e inferiore del piede e con parte della gamba.

La respirazione avviene durante la trazione, in una fase verso la fine del movimento.

Molto importante è la coordinazione braccia gambe, che rende questo stile semplice una volta appreso ma difficile se non correttamente compresa questa fase. In genere il recupero della gambata si effettua durante la trazione (più o meno in fase avanzata) e la spinta successiva dovrebbe essere data durante la fase di scivolo, quando le braccia sono distese avanti.

Eccezione al regolamento è l'apnea durante la virata e la partenza: qui può essere eseguito un movimento di gambe a delfino (vietato in nuotata) e uno solo! Mentre è permesso alle braccia di oltrepassare la linea delle spalle e eseguire perciò la spinta, che nella nuotata non esiste: anche qui solo per una e una sola bracciata, dopodichè si deve riemergere e procedere con la nuotata consueta.