L'attrito


Eliminare l’attrito si ottiene principalmente in 3 modi:

Col bilanciamento del corpo. Piedi e gambe tendono sempre ad affondare a causa della loro stessa peculiare costituzione fisica. Per ogni centimetro di affondamento c’è un incremento proporzionale di attrito e costo energetico per l’avanzamento. Quindi un corpo in asse, bilanciato ed allineato, con le gambe ed i piedi a filo dell’acqua è la migliore posizione per rendersi idrodinamici

Dobbiamo allungarci. All’aumentare della lunghezza di una nave sulla sua linea d’acqua, si riduce la resistenza all’avanzamento; allungandovi dovrete ricercare di percepire tutti i segmenti corporei allineati in un unico asse, disperatamente alla ricerca di toccare l’altro lato della piscina. Tutto ciò va eseguito rilassati, senza perdere in fluidità ed efficienza, senza strappare. Possiamo individuare 3 tipi di resistenza all’avanzamento.

Grazie al giusto rollio, l’acqua incontrerà meno resistenza rispetto al normale scivolamento lungo la pancia, e questo riduce gli attriti. Concentratevi sempre sull’allungamento ed allineamento del corpo, e fatevi osservare o riprendere soprattutto sui fianchi; se questi sbandano durante la nuotata, c’è quasi sicuramente un problema con la testa o con la presa.

ERRORI 

1) recupero a braccio disteso e portato lateralmente: "Doc" Counsilman, nel suo libro “Competitive Swimming Manual for Coaches and Swimmers”, illustra bene questo errore: "Questo tipo di recupero, causa delle scodate laterali di gambe e fianchi in virtù della terza legge di Newton: 'per ogni azione, se ne sviluppa una uguale e contraria’. Ciò causa quindi un incremento nella resistenza frontale e del corpo.". Quali correzioni ? Aumentate leggermente il rollio e spingete con la mano fino alle cosce, (vedi punto 4 qui sotto). Soprattutto esercitatevi nell’effettuare i recuperi tenendo il gomito alto più della mano, mentre questa deve sempre sfiorare la superficie dell’acqua quasi accarezzando tutto il vs. corpo dalle cosce sino oltre il capo.

2) la mano entra in acqua troppo vicino alla testa e/o oltre la linea ideale di mezzeria del corpo: producono gli stessi effetti negativi del recupero a braccia larghe. Queste impattano pesantemente sull’allineamento del corpo, generando scodinzolamenti. Una volta che sarete in grado di effettuare un recupero a gomito alto con la mano che sfiora l’acqua, lasciate che la vs. mano entri in acqua poco dopo la testa per poi allungarsi. La mano non dovrà mai avvicinarsi troppo alla metà immaginaria, altrimenti dovrete vedere sirene d’ allarme e luci di emergenza ………”ALLARME” oltrepassata linea ideale, crei scodate, CORREGGERE !! “

3) respirazione affrettata o sollevare invece di ruotare la testa per respirare: è l’errore più frequente ma anche uno dei più facili da correggere. Se riuscite a controllare e sincronizzare il corretto movimento della testa, diventerete immediatamente più veloci. La vostra testa deve ruotare leggermente appena sopra il pelo dell’acqua, non appena il corpo raggiunge il massimo rollio. Questo accade quando state iniziando la fase di allungamento, il vs. braccio “anteriore” si sta allungando in acqua, quello “posteriore” sta per completare la spinta in acqua. Come per la correzione della mano che oltrepassa la linea mediana durante l’allungamento, dovete osservare il braccio che si allunga; quello è il momento per respirare, quando vi state allungando e scivolate sul fianco. Li infatti la testa occorrerà muoverla appena, dato che basterà un niente per prendere aria. Minore azione, minore reazione negativa, nuoterete più lunghi e più in asse !

4) nuotare perfettamente orizzontali senza alcun rollio del corpo: è un problema comune a molti principianti; i nuotatori veloci invece nuotano molto “sul fianco”, dato che un leggero rollio del tronco lungo il suo asse favorisce per motivi biomeccanici l’applicazione di forza delle braccia sull’acqua.

5) movimenti laterali della testa: gli spostamenti laterali fuori asse della testa causeranno anche un disassamento delle gambe e dei fianchi, generando così uno scodinzolamento che provoca maggiore attrito. Cercate di nuotare senza che la testa oscilli di lato. Sarà fissata ma rilassata, e le consentirete solo di ruotare su se stessa per respirare appena. Respirate solo 2, massimo 3 volte per ogni, concentrandovi sulle vostre bracciate lunghissime senza che la testa si muova. La testa non accompagna le braccia, sta ferma, si muove solo per respirare e guarda avanti-basso. Dovremo anche cercare di nuotare con la massima efficienza possibile a qualunque velocità senza irrigidirci o scomporci a seconda che si vada troppo piano o troppo forte. In allenamento dovremo applicare i nostri miglioramenti fisici e di forza (che verranno da soli) per creare le basi per una nuotata senza attriti, efficiente ed economica. Solo così tutte le nostre energie ci daranno …. maggiore velocità.